giovedì 31 ottobre 2013

Placingliterature.com: verso la georeferenziazione dei vostri libri preferiti. Intervista a Andrew Bardin Williams

Librobreve intervista #29

Il "pin" di Transit di Anna Seghers
Avete mai pensato di posizionare su una mappa delle puntine da disegno (eventualmente anche virtuali) con i luoghi delle scene dei vostri libri preferiti? Ricordo che a me capitò un desiderio del genere mentre leggevo Il barone Bagge di Alexander Lernet-Holenia. Avrei voluto trovare nel libro una bandella estraibile dove poter seguire su una mappa gli spostamenti dei protagonisti, sul fronte orientale della Prima guerra mondiale. Capire quali posti fossero nell'Europa attuale. Non qualcosa di statico come una puntina, nel mio caso, ma più una mappa dove poter seguire un itinerario. Pensavo che qualcosa del genere si sarebbe potuto fare online. Una sorta di ibrido tra Wikipedia e Google Maps, se volete, un progetto "collaborativo" in crowd&cloud, una mappa dove ambientare e posizionare un dato titolo della letteratura, arrivare ad una raccolta dati "critica" attraverso la quale si potessero fare poi ricerche affinate, attraverso gli spazi e i tempi diversi della letteratura. Come spesso accade, ho finalmente scoperto che qualcuno ha già pensato a qualcosa di simile. Il progetto è appena partito, ma merita di essere quantomeno illustrato. Si chiama Placingliterature.com come il sito che lo ospita. Ho brevemente intervistato uno dei fondatori, Andrew Bardin Williams. Il progetto è stato presentato da poco e ha avuto il non trascurabile endorsement del giornalista scientifico del New York Times Carl Zimmer.

LB: Dove nasce l'idea di PlacingLiterature.com?
RISPOSTA: Sono uno scrittore e la moglie di mio fratello è geografa. Eravamo soliti stare al tavolo a cena, durante le vacanze, a discutere quale fosse il punto in comune dei nostri due mondi. Alla fine abbiamo intravisto una sovrapposizione e abbiamo deciso di esplorare queste connessioni. Come ispirano l'arte i posti che ci circondano? E come può l'arte costruire una comunità? Si è presentata poi l'opportunità di studiare questo grazie ad una borsa di studio dell'Arts Council of Greater New Haven. Parte della nostra ricerca consistette nel chiedere a uno sviluppatore software di San Francisco di costruire un'applicazione per web che permettesse di studiare i posti della letteratura a partire da una singola mappa. Dopo mesi di coinvolgimento nel progetto abbiamo capito che stavamo lavorando a qualcosa di interessante e che i lettori e ricercatori in giro per il mondo potevano usare il nostro sito come una piattaforma per mappare e condividere le scene dei loro libri preferiti. Chi legge Dan Brown può andare in vacanza a Roma e usare la nostra app per seguire il percorso che fa Robert Langdon ne Il codice Da Vinci. Oppure può girovagare per il confine franco-tedesco e capire quali sono gli scenari delle battaglie che Remarque descrive in Niente di nuovo sul fronte occidentale. Oppure seguire Hemingway nei suoi spostamenti durante le guerre, in Italia o in Spagna. E il tutto diventa  molto più potente se pensiamo che quelle informazioni derivano da altri lettori che hanno speso tempo per mappare e condividere i posti dove sono ambientate quelle storie.

LB: Quando avete lanciato questo progetto e quali sono i primi riscontri?
RISPOSTA: Pubblicamente è stato lanciato all'Arts and Ideas Festival in New Haven, USA, nel giugno 2013. Il moderatore del nostro intervento era Carl Zimmer, un giornalista scientifico del New York Times. Alla fine abbiamo capito che era uno sfegatato di Sherlock Holmes e probabilmente anche per questo motivo si è preso a cuore il nostro sito. Il suo tweet sul nostro progetto ha raggiunto oltre 250.000 followers e da lì abbiamo iniziato ad avere le attenzioni della stampa americana e non solo. Sono usciti articoli sul New Yorker, The Paris Review, Huffington Post e altre riviste europee. Poi hanno iniziato gli autori di blog sui libri a diffondere la notizia ai loro lettori. Questo pieno di attenzione ci ha entusiasmato e reso nervosi al contempo, anche se tutto si è comunque risolto.

LB: Si può parlare di una vostra strategia di crescita a livello mondiale?
RISPOSTA: Il nostro obbiettivo al momento è raccogliere quanti più dati accurati possibili e questo dipende molto dalla nostra capacità di rendere la user experience assai fluida. Dev'essere facile mappare una scena e cercare scene in posti particolari o dai nostri autori. Abbiamo ovviamente bisogno di far passare parola. Al momento, le persone arrivano al nostro sito con ricerche o grazie ad articoli dei giornali e riviste. Idealmente vorremmo essere integrati direttamente nell'esperienza di lettura. Ad esempio, le persone leggono un libro e prima di spostarsi al libro successivo vanno su Amazon, Goodreads o su un altro sito per recensire il libro e condividere l'esperienza di lettura di quanto hanno appena concluso. Perché non pensare che PlacingLiterature.com possa diventare parte di questo processo di lettura e quindi mappare la scena nel nostro database? Nel futuro, la cosa migliore sarebbe essere integrati direttamente negli e-reader come Kindle, iBooks o Nook, così che i lettori possano mappare le scene senza nemmeno chiudere la app. Questo sarebbe il massimo.

LB: Ad un livello business, possiamo vedere delle implicazioni?
RISPOSTA: Difficile raggiungere il modello Wiki, perché facciamo affidamento sullo stesso audience affinché si autocontrolli per correggere errori e assicurare l'accuratezza dei dati. Ci vogliono inoltre dei dispositivi di sicurezza per assicurare la non sovrascrittura dei dati o che qualcuno arrivi a postare pubblicità o SPAM. Stiamo lavorando per creare un modello che funzioni e questo richiederà tempo.

LB: Sei il cofondatore. Potresti dire qualcosa sul tuo percorso e su quello degli altri fondatori?
RISPOSTA: Sono un romanziere che ama ambientare le storie in posti reali per aggiungere realismo alle mie storie. Kathleen Williams è geografa che ama passare il tempo nella zona dei grandi laghi negli Stati Uniti e Canada. Steven Young è uno sviluppatore software, viene da Google ed è un lettore vorace di Cormac McCarthy. Puoi trovare le nostre biografie qui.

LB: Per finire potresti aiutare i lettori del blog a immaginare cosa potranno trovare e scoprire in un sito così attrezzato, quando sarà a pieno regime?
RISPOSTA: Ci sono tante strade possibili che non è possibile elencarle tutte. I lettori potranno visitare i posti sui quali stanno leggendo qualcosa. I club di lettori e le biblioteche potrenno esplorare la letteratura locale. Gli studenti potranno studiare la connessione tra posti dell'ambientazione e posti reali. Le attività commerciali potranno far leva sul fatto che sono sul set dell'ultimo best-seller. Ad ogni modo, per essere franco con te, non possiamo nemmeno concepire tutte le cose che si potranno fare con i nostri dati. Vogliamo semplicemente essere una piattaforma per concentrare questo tipo di informazioni in un solo posto e lasciare la creatività alle persone sul modo migliore per impiegarle. Nel frattempo, incoraggiamo i lettori del tuo blog a mappare le scene dei loro libri preferiti e a condividere queste informazioni con il resto del mondo. C'è una così grande ricchezza di informazioni relativa a scene della letteratura che accadono in posti reali. Era ora che qualcuno pensasse a centralizzare quel tipo di informazione in un posto solo.

2 commenti:

  1. Ideone mai italiane...

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  2. Michele, grazie del commento. Tuttavia tengo a precisare che non ho presentato questo progetto all'insegna del classico piagnisteo "gli altri fanno e noi stiamo a guardare". E' un progetto tra tanti, molto google-oriented se vogliamo, in parte molto americano, ma mi incuriosiva. L'idea di fondo può avere buoni sviluppi. Vedremo. Tutto qui. Saluti, Alberto

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