da "Imitazioni" di Attilio Bertolucci (una traduzione da Edward Thomas)
Una poesia da #48 Riletture di classici o quasi classici (dentro o fuori catalogo) #25
Imitazioni è un libro di traduzioni di Attilio Bertolucci che Scheiwiller pubblicò nel 1994 (pp. 126, fuori catalogo e non più reperibile; i testi sono confluiti nel Meridiano a cura di Paolo Lagazzi e Gabriella Palli Baroni). Vi potete trovare versioni, imitazioni appunto, da molti poeti francesi, inglesi o americani fra i quali Shakespeare, Wordsworth, Baudelaire, Hardy, Landor, Pound, Kipling, Eliot, MacNeice, Milton, Gascoyne, Frenaud e anche Edward Thomas. Il testo che ho scelto appartiene proprio a questo poeta "tardivo" che iniziò a scrivere poesia nel 1914 incoraggiato e incalzato dall'amico Robert Frost e che nell'aprile del 1917 morì in azione durante la Battaglia di Arras. Pochi altri traduttori e scrittori italiani si sono soffermati su questo autore che ebbe importanza nelle vicende poetiche di W.H. Auden, Dylan Thomas, Philip Larkin e Ted Hughes. Se volete, nella poesia proposta di seguito il pretesto è quel topos di rêverie poetica sopra il toponimo, Adlestrop in questo caso, ma anche, a mio avviso, la sosta inattesa in una stazione durante un tragitto, una stazione che fra l'altro da qualche decennio non esiste più. Notavo come la versione di Bertolucci "Adlestrop:/ un nome" echeggi la Valmorbia di Montale e inoltre come s'agganci il quinto mottetto a certi cenni di questa poesia di Thomas.
ADLESTROP Sì, mi ricordo di Adlestrop, del nome, Perché in un caldo pomeriggio il treno Diretto vi fece una sosta imprevista. S'era agli ultimi giorni di un bel giugno. Un fischio, poi qualcuno si schiarì La gola. Ma nessuno se ne andò Dalla nuda piattaforma, nessuno Salì e fu solo Adlestrop: un nome, E salici e tanta erba profonda E la regina dei prati e i covoni di fieno così fermi e solitari Come le nubi alte nel cielo estivo. Per un istante cantò vicinissimo Un merlo e gli risposero indistinti Più e più lontano poi tutti gli uccelli Delle terre di Oxford e di Gloster. (da Poesie, 1917 - Traduzione di Attilio Bertolucci) ADLESTROP Yes. I remember Adlestrop The name, because one afternoon Of heat, the express-train drew up there Unwontedly. It was late June. The steam hissed. Someone cleared his throat. No one left and no one came On the bare platform. What I saw Was Adlestrop—only the name And willows, willow-herb, and grass, And meadowsweet, and haycocks dry, No whit less still and lonely fair Than the high cloudlets in the sky. And for that minute a blackbird sang Close by, and round him, mistier, Farther and farther, all the birds Of Oxfordshire and Gloucestershire.
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