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mercoledì 17 agosto 2016

Lettura e sonorizzazione del libro "Traviso" con Lucio Bonaldo


Di seguito la traccia della lettura e sonorizzazione del libro Traviso 
uscito nell'estate 2014 per Prufrock spa (pp. 50, euro 10)


Registrazione del 7 maggio 2016 
presso lo studio tan sound di Cimadolmo (Treviso)


Set di percussioni 
(timpano, pentolino, rasoio, campana): 
Lucio Bonaldo

Testi e lettura: 
Alberto Cellotto

Postproduzione: 
Lucio Bonaldo e Prufrock spa


sabato 12 marzo 2016

A Treviso il 19 marzo l'anteprima di CartaCarbone festival 2016

Segnalo questo appuntamento marzolino nato da un'idea di Paola Bellin attorno al tema sterminato della guerra. La serata appartiene alla programmazione di anteprima di CartaCarbone Festival 2016 organizzato dall'Associazione culturale Nina Vola.



ANTEPRIMA CARTACARBONE FESTIVAL 2016
ASSOCIAZIONE CULTURALE NINA VOLA
UNO_PUNTO_TRE

NELLA DEMENZA CHE NON SA IMPAZZIRE
Per una poesia civile

Sabato 19 marzo, ore 20.45
Sala Luigi di Francia
Via Roggia, 12 - Treviso




La serata, ideata e curata da Paola Bellin, rientra nella programmazione 
di eventi-anteprima del CartaCarbone festival 2016. 
L'evento si propone la partecipazione corale del pubblico ad una riflessione e sensibilizzazione sulle tragedie umane, individuali e collettive, delle guerre, attraverso conversazioni di impegno civile con tre poeti ospiti della serata:
 Nicoletta Bidoia, Alberto Cellotto, Loretta Menegon. 

Improvvisazioni sonore di Lucio Bonaldo.

Alla serata parteciperanno Emily Pravato e Tommaso Zambon 
del Laboratorio Teatrale del Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Treviso.

martedì 17 novembre 2015

"sopra la panca": incontri di poesia e musica a Treviso in Piazza Santa Maria dei Battuti

Il titolo "sopra la panca" allude alle polemiche sulle panchine recentemente installate nella piazza di Santa Maria dei Battuti a Treviso - panchine troppo assomiglianti a delle bare, per qualcuno - e mi pare abbastanza efficace per provare a sotterrarle con ironia (intendo le polemiche). Il programma completo di questa rassegna di poesia e musica a ingresso libero si trova nella locandina qui sotto e, più nel dettaglio, in questo pieghevole: quattro venerdì di fila a partire dal 20 novembre, alle 18 degli incontri di poesia, alle 19 la musica e un quinto venerdì conclusivo di sola musica.  

La notizia da dare è questa: dopo aver presentato in città decine e decine di poeti provenienti da tutta Italia, finalmente anche Marco Scarpa torna a leggere a Treviso.

Ringrazio in particolar modo Paola Bellin. L'evento è in collaborazione con Treviso Smartcity/Città di Treviso, assessorato Semplificazione sviluppo e crescita, San Leonardo Libreria Universitaria Spazio Espositivo, Codice a Curve Forme d'arte e Proteo Fare Sapere. Ad un livello personale ringrazio il percussionista Lucio Bonaldo che ha accettato di riproporre per l'occasione la lettura del poemetto sulla Prima guerra mondiale Nella demenza che non sa impazzire (contenuto in Pertiche, La Vita Felice, 2012).


Un riassunto per la parte di poesia, 
con alcuni rimandi agli autori interni al blog:

venerdì 20 novembre 2015, ore 18

venerdì 27 novembre 2015, ore 18

venerdì 4 dicembre 2015, ore 18
Alberto Cellotto con Lucio Bonaldo, Luca Rizzatello

venerdì 11 dicembre 2015, ore 18

martedì 4 giugno 2013

Nella demenza che non sa impazzire
Una lettura da "Pertiche" nel parco del Soligo
per "La notte della poesia"


Nella demenza che non sa impazzire
reading del poemetto sulla Prima guerra mondiale
Alberto Cellotto - lettura / Lucio Bonaldo - percussioni
sabato 22 giugno 2013 ore 20:45
Parco del Soligo a Pieve di Soligo
per "La notte della poesia"

Il parco del Soligo in una foto di Raoul Bernardi

Lucio Bonaldo sopra e sotto 
una foto di Clemente Rèbora
In chiusura del libro di poesia Pertiche che ho pubblicato alla fine del 2012, c'è un poemetto in sestine interamente dedicato alla Grande guerra "ricamminata" su un segmento della linea del Piave, tra Salettuol e Candelù. Il comitato Antenna Cinema mi ha invitato a riproporre la lettura di questo poemetto che, in un altro paio di occasioni, ho fatto assieme al percussionista Lucio Bonaldo e il suo set preparato. La rassegna è un appuntamento ricco, in cui la presenza mia e di Lucio è solo una minima parte e vi invito pertanto alla consultazione del programma nel sito di Pievecultura. Il poemetto si intitola come un verso di una poesia di Clemente Rèbora che riporto qui sotto. Marco Scarpa, proprio in occasione di una delle due letture già fatte con Lucio Bonaldo, ha definito Nella demenza che non sa impazzire "[...] una sorta di poemetto o, vorrei osare, radiocronaca in forma di elenco, simile a quelle liste della spesa per non scordarsi poi nulla al supermercato. Solo che qui l’argomento è la Prima guerra mondiale, argomento simbolo e forte nell’immaginario e nella vita di Alberto. La Prima guerra mondiale che sembra non ancora finita, ancora qui con i suoi resti, le sue conseguenze (come d’altronde non potrebbe essere altrimenti), narrata al tempo presente proprio per fare sentire ancora vivi lo spirito e lo scenario che è ancora qui, sbiadito ma vivo, a pochi chilometri da noi, sul Piave, a testimoniare e da cui imparare ancora e ancora, necessariamente è cosa probabilmente saggia. Un fiume storico che intreccia passato e presente e che ci ricongiunge ad un evento così lontano eppure così vicino."


Ha scritto bene Andrea Cortellessa, nel volume imprescindibile da lui curato e pubblicato nel 1998 da Bruno Mondadori col titolo Le notti chiare erano tutte un'alba. Antologia dei poeti italiani nella Prima guerra mondiale che "L’orrore assoluto della quotidianità della guerra – nella quale il ferimento di un compagno, di un amico, può costringerti a rischiare la vita per andare a salvare «tra melma e sangue» quello che è comunque ormai ridotto a un «tronco senza gambe», come capita nel terribile Viatico di Rèbora – trova qualche risarcimento in Ungaretti, non mai in Rèbora: la cui poesia di guerra è sempre un muro di pietra sul quale la parola – la parola  penetrante del più potente espressionista d’anteguerra – si infrange e batte in ritirata. Ma tanto la vittoria di Ungaretti che la sconfitta di Rèbora appaiono necessarissime." Come dargli torto?

VIATICO 
di Clemente Rèbora


O ferito laggiù nel valloncello,
Tanto invocasti
Se tre compagni interi
Cadder per te che quasi più non eri,
Tra melma e sangue
Tronco senza gambe
E il tuo lamento ancora,
Pietà di noi rimasti
A rantolarci e non ha fine l'ora,
Affretta l'agonia,
Tu puoi finire,
E nel conforto ti sia
Nella demenza che non sa impazzire,
Mentre sosta il momento,
Il sonno sul cervello,
Làsciaci in silenzio -

Grazie, fratello.

1916

["La Raccolta", I, 1918, n. 3]