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mercoledì 6 gennaio 2016

"I pini di Roma". Il libro oggetto di OPLA+ su un testo di "Pertiche" per libri di versi 7

Dal minuto 6:50 al minuto 7:50 del video seguente trovate la lettura di Ilaria Morabito e la carrellata sul libro oggetto realizzato da OPLA+ e Marco Pasian sul testo "I pini di Roma" (contenuto nel mio libro Pertiche). Il filmato è il videocatalogo di libri di versi 7 e rincorre le differenti tappe dell'esposizione di 19 libri oggetto e libri d'artista nati dalla collaborazione di poeti e artisti visivi. La mostra, curata da Silvia Lepore e Sandro Pellarin, si è tenuta tra luglio e agosto 2015 al Museo Archeologico Nazionale Concordiese di Portogruaro nell'ambito del festival notturni di_versi 2015. 




Il testo da Pertiche (La Vita Felice, 2012) 

I pini di Roma
(7 novembre 2011)

                            Wie ergreift uns der Vogelschrei…
                            R.M. Rilke

Li afferro sui binari, assieme
a un grido d’uccello
che trapassa il finestrino.
Sorridi. Capisci per quanto

spazio vedrò le nuvole e
la luce sulle mura e il cielo,
segnali d’alberi, pini
punti dai forati cumuli,

pini che si credono sulla consolare,
pini che non sanno di consolare
altri alberi che stanno in oblio

e vivono e muoiono, per sempre
muoiono e amano
così: uno spazio divenuto respiro.



Di seguito la lista completa dei partecipanti:
Mariano Bulligan, Emanuele Bertossi, Marisa Bidese, Anna Boschi, Silvia Braida, Carmelo Cacciato, Luciana Costa Gianello e Alma Aruffo, Renzo Cevro-Vukovic, Guerrino Dirindin, Matteo Grasso, Silvia Lepore, Gina Morandini, Massimo Mucci, OPLA+, Sandro Pellarin, Zelda Rocchi, Kathryn Shank Frate, Simon Ostan Simone, Luisa Sparavier, Franco Vecchiet, Roberto Ferrari, Orietta Masin, Donato di Poce, Antonella Sbuelz, Marco Cirillo, Guido Cupani, Simone Consorti, Maurizio Mattiuzza, Michela Zanarella, Isabella Panfido, Marina Giovannelli, Piero Simon Ostan, Alberto Cellotto, Marco Sorzio, Anna Toscano, Marco Scarpa, Maurizio Benedetti, Adriano Lubrano

(Altro su questo libro oggetto sul sito di OPLA+ qui.)

lunedì 16 febbraio 2015

Letture da "Traviso" e da "Pertiche" a Fahrenheit


L'intervista di oggi con Loredana Lipperini a Fahrenheit ha anticipato gli spazi che la trasmissione di Rai Radio 3 dedicherà questa settimana ad alcune registrazioni di letture da Traviso (Edizioni Prufrock spa, 2014) e da Pertiche (La Vita Felice, 2012). Questo il sito del programma.


(I post su Traviso e Pertiche)

martedì 4 giugno 2013

Nella demenza che non sa impazzire
Una lettura da "Pertiche" nel parco del Soligo
per "La notte della poesia"


Nella demenza che non sa impazzire
reading del poemetto sulla Prima guerra mondiale
Alberto Cellotto - lettura / Lucio Bonaldo - percussioni
sabato 22 giugno 2013 ore 20:45
Parco del Soligo a Pieve di Soligo
per "La notte della poesia"

Il parco del Soligo in una foto di Raoul Bernardi

Lucio Bonaldo sopra e sotto 
una foto di Clemente Rèbora
In chiusura del libro di poesia Pertiche che ho pubblicato alla fine del 2012, c'è un poemetto in sestine interamente dedicato alla Grande guerra "ricamminata" su un segmento della linea del Piave, tra Salettuol e Candelù. Il comitato Antenna Cinema mi ha invitato a riproporre la lettura di questo poemetto che, in un altro paio di occasioni, ho fatto assieme al percussionista Lucio Bonaldo e il suo set preparato. La rassegna è un appuntamento ricco, in cui la presenza mia e di Lucio è solo una minima parte e vi invito pertanto alla consultazione del programma nel sito di PieveculturaIl poemetto si intitola come un verso di una poesia di Clemente Rèbora che riporto qui sotto. Marco Scarpa, proprio in occasione di una delle due letture già fatte con Lucio Bonaldo, ha definito Nella demenza che non sa impazzire "[...] una sorta di poemetto o, vorrei osare, radiocronaca in forma di elenco, simile a quelle liste della spesa per non scordarsi poi nulla al supermercato. Solo che qui l’argomento è la Prima guerra mondiale, argomento simbolo e forte nell’immaginario e nella vita di Alberto. La Prima guerra mondiale che sembra non ancora finita, ancora qui con i suoi resti, le sue conseguenze (come d’altronde non potrebbe essere altrimenti), narrata al tempo presente proprio per fare sentire ancora vivi lo spirito e lo scenario che è ancora qui, sbiadito ma vivo, a pochi chilometri da noi, sul Piave, a testimoniare e da cui imparare ancora e ancora, necessariamente è cosa probabilmente saggia. Un fiume storico che intreccia passato e presente e che ci ricongiunge ad un evento così lontano eppure così vicino."


Ha scritto bene Andrea Cortellessa, nel volume imprescindibile da lui curato e pubblicato nel 1998 da Bruno Mondadori col titolo Le notti chiare erano tutte un'alba. Antologia dei poeti italiani nella Prima guerra mondiale che "L’orrore assoluto della quotidianità della guerra – nella quale il ferimento di un compagno, di un amico, può costringerti a rischiare la vita per andare a salvare «tra melma e sangue» quello che è comunque ormai ridotto a un «tronco senza gambe», come capita nel terribile Viatico di Rèbora – trova qualche risarcimento in Ungaretti, non mai in Rèbora: la cui poesia di guerra è sempre un muro di pietra sul quale la parola – la parola  penetrante del più potente espressionista d’anteguerra – si infrange e batte in ritirata. Ma tanto la vittoria di Ungaretti che la sconfitta di Rèbora appaiono necessarissime." Come dargli torto?

VIATICO 
di Clemente Rèbora


O ferito laggiù nel valloncello,
Tanto invocasti
Se tre compagni interi
Cadder per te che quasi più non eri,
Tra melma e sangue
Tronco senza gambe
E il tuo lamento ancora,
Pietà di noi rimasti
A rantolarci e non ha fine l'ora,
Affretta l'agonia,
Tu puoi finire,
E nel conforto ti sia
Nella demenza che non sa impazzire,
Mentre sosta il momento,
Il sonno sul cervello,
Làsciaci in silenzio -

Grazie, fratello.

1916

["La Raccolta", I, 1918, n. 3]

giovedì 14 marzo 2013

PaesAgire 2013 e l'anteprima de "La notte della poesia": una lettura da "Pertiche" a Pieve di Soligo

Ho ricevuto un invito a leggere dal mio libro Pertiche (2012, La Vita Felice) nell'ambito della serata d'anteprima della rassegna "PaesAgire". Ringrazio gli organizzatori, mi fa molto piacere (e un po' di timore) leggere a Pieve di Soligo, in una rassegna il cui nome prende spunto da un verbo che fu creazione zanzottiana ("Ho paesaggito molto", disse più volte Zanzotto). La rassegna, tra le altre cose, si è recentemente occupata anche di un luogo che mi sta a cuore: il Passo Barca a Falzè di Piave. La serata del prossimo venerdì 22 marzo avrà come scopo l'illustrazione dell'idea progettuale de "La notte della poesia", che si terrà a Pieve di Soligo ad inizio estate, una notte di quasi solstizio in cui anche le palpebre più pesanti potranno provare a rimanere aperte un po' più del solito...


Venerdì 22 marzo
Auditorium Battistella Moccia
Pieve di Soligo
ore 20.45
Aspettando la notte

VISIONI
- Clip da Poetry Festival 
(Conegliano, 1996)
- Video montaggio (17’) da La notte della poesia 
(Pieve di Soligo, 5 dicembre 2012)

ANTEPRIMA
- Presentazione dell’idea progettuale 
de La notte della poesia (Pieve di Soligo, 22 giugno 2013)

Reading di Alberto Cellotto
con la partecipazione di
Michelangelo Dalto, direttore artistico di PaesAgire
Carlo De Poi, attore e regista del Collettivo di Ricerca Teatrale
Nicola Sergio Stefani, assessore alla cultura del Comune di Pieve di Soligo


Il Piave a Falzè in novembre
(foto Alberto Cellotto)
Altre informazioni (in progress) sulla rassegna a questo indirizzo.

giovedì 7 febbraio 2013

Da "Vanità della mente", da "Il freddo e il crudele" e da "Pertiche"

Una nuova lettura da Pertiche, anche stavolta assieme alle percussioni di Lucio Bonaldo, ma soprattutto un appuntamento con la poesia scritta e letta da altri poeti. Lo segnalo qui. 
Chi parteciperà al pranzo-lettura organizzato da Marco Scarpa e da Macaco Records potrà ascoltare le poesie da Vanità della mente di Gian Mario Villalta e da Il freddo e il crudele di Mary Barbara Tolussogli altri due ospiti dell'incontro.


Domenica 10 Febbraio
Incontro-pranzo di poesia 
ore 12.30
Gian Mario Villalta, Mary Barbara Tolusso, Alberto Cellotto
Fattoria Rio Selva, Preganziol, Treviso

Obbligo di prenotazione

Per info e prenotazioni
alberto@macacorecords.com, marcoscarpa1982@yahoo.it
Info utili sull'evento e indicazioni stradali cliccando qui.


da Vanità della mente di Gian Mario Villalta



L’INVASO

Odore di cenere bagnata e terra
fino a quando, entrando, ci assale
il dolce chimico dei miasmi.
Un posto ripudiato, come il resto:
alle tre è buio fuori, colore asfalto
gli alberi, il cielo, le mani unte e gelate
mostrano in alto, dove la copertura
è divelta, appiccicate alle travi
migliaia di api unte e gelate.
In sacchi neri, squarciati, abiti,
resti di scatolame, vetri. Cosa cerchiamo qui?
Con bastoni ammucchiamo aghi
di pino, marce schegge di rami
per camminare fino al dirupo,
prima di andarcene.

-

Si poteva fare strage di animali selvatici
in quei giorni, mentre l’acqua saliva.
Ma le creature più lente, le bestiole della zolla
e degli alberi, restavano con le case
e le masserizie abbandonate dov’erano.
Anche Guerrino e la Bianca - si dice, aggiungendo
che è una leggenda - erano creature lente,
erano arredamento che non ci poteva stare
in un’altra casa, arnesi inutili altrove.

-

Entrò dalla penombra
con un vitello in braccio,
grondanti, anche l’animale, e più pallidi
dei muri, che per un istante abbiamo pensato
fosse venuto su dalla vecchia strada interrotta
che scende, opalescente, sotto l’acqua.
Ma eravamo noi i clandestini, nella stalla,
entrati per cercare riparo
e poi assuefatti al tepore, alla luce gialla dei neon.
Nella cucina fredda, dopo, non potendo rifiutare l’offerta
di un vino da poco, parlavamo troppo forte,
per non sentire le voci che sussurravano nella pioggia.

----

da Il freddo e il crudele di Mary Barbara Tolusso


CASE A RINGHIERA
                            Penso alla semplicità dei giorni
                            al sorriso degli architetti

I
Ora le comprano gli ingegneri le botteghe
umide di una febbre da piccioni. Pareti
che di notte ti portano da uno che preme
un interruttore, dall’altro che fa cadere
una chiave. Ma puoi vedere le rovine
del mercato, di notte, riscattarti dal sonno,
spiare quello con la scopa in mano, che guarda
a terra, per cancellare i rifiuti.

II
Sono indebitata fino al collo. Sì, succede
spesso. Sì, è sempre stato così. Sogno
con fatica di morire, ma questa
morte qui, con i corpi protesi e scomodi
e l’agente immobiliare, è una versione
migliore, una fine che gode
di naturali precedenze. L’altra
non s’intende di scherzi. Non manca
di guastarci o far cadere un moscerino
in volo. La cosa più astuta, si capisce,
è valutare un prestito come fosse una cosa
seria e la scritta «Vendesi bilocale»
un’epigrafe pazza, adeguata.

giovedì 24 gennaio 2013

Le prossime presentazioni del libro "Pertiche"

Di libro breve si tratta. Segnalo allora sinteticamente le prossime presentazioni di PerticheGrazie sin d'ora a chi vorrà partecipare.


Un particolare della sala di Teatro Capovolto
visto da Agnese Sormani














Venerdì 25 gennaio 2013 - Ore 21:00
Negli spazi dell’associazione Teatro Capovolto, a Carbonera (Treviso), presentazione e lettura da Pertiche (2012, La Vita Felice). 
Introduce la serata Gian Mario Villalta. 
Prima lettura del poemetto sulla Prima guerra mondiale Nella demenza che non sa impazzire con la presenza del percussionista Lucio Bonaldo. 
Per INFO e PRENOTAZIONI: cell. 3332109071 - 3402519136, evento Facebook qui.

Domenica 10 febbraio 2013
Alla fattoria “Rio Selva” (Preganziol, Treviso). 
Chi fosse interessato a questa formula inedita di pranzo seguito da letture di poesia può chiedere informazioni via email (vedi in fondo al blog) o al numero 347/7980873.
All'evento parteciperanno, con le loro poesie, anche Gian Mario Villalta e Mary Barbara Tolusso.
Evento ideato e curato da Marco Scarpa.

Giovedì 7 marzo 2013 - Ore 19:00
All’osteria da Filo (ex Poppa), Santa Croce, 1539 Venezia (Campo San Giacomo dall’Orio, Tel. 0415246554), presentazione e lettura da Pertiche nell’ambito della rassegna “La poesia del giovedì” organizzata da Giulia Rusconi e Maddalena Lotter.

martedì 31 luglio 2012

Pertiche

Dovrebbe risultare disponibile tra circa un mese, per la prima decade di settembre 2012, secondo quando comunicato nella pagina del sito dell'editore, un mio breve libro di poesia intitolato Pertiche (La Vita Felice, pp. 80, euro 12). Ringrazio da qui Diana Battaggia di La Vita Felice, l'artista Ivan De Menis per l'immagine di copertina e Gian Mario Villalta per le pagine introduttive delle quali riporto lo stesso stralcio presente nel sito dell'editore.


[...] nei luoghi dove vive Cellotto la pertica è un’unità di misura geometrica che riguarda gli appezzamenti di terra. Misura orizzontale, quindi, rasoterra, a cui si contrappone la verticalità di una pertica che invece sta infissa nella terra di quel tanto che occorre a sorreggersi e a reggere, a marcare un confine o stabilire un punto notevole dal quale traguardare altre distanze. Il sempre rinnovato punto di partenza di queste poesie credo sia proprio qui, e da qui detti il suo passo versuale e verbale: riconoscere, definire uno spazio, con questo singolare sistema di misurazione orizzontale/verticale, entro il quale catturare un tempo che moltiplica e confonde i suoi contorni.
Prevale [...] il senso di una fatica, di una spossatezza, inoltre, nel costante sforzo di collocarsi, di indovinare una geometria di punti che, collegati, tengano insieme parole e cose, volti, alberi, animali. E quasi scompare la dimensione del passato, inteso come qualcosa di certo, che si possiede individualmente e si condivide con altri.
[...] nel respiro più ampio del poemetto (ultima sezione), nel procedere delle concentratissime stanze di sei versi, si riassumono i tratti stilistici salienti della parola di Cellotto. [...] Da qui, dal recupero di una voce che ha bisogno di corporeità vera e di vero silenzio, si può rileggere dall’inizio, cogliendo con maggiore intensità il dramma di una voce che sfugge nella mente, in quella dimensione pseudonirica che sta sul limite del risveglio.

dalla prefazione di G.M. Villalta




ZIMMER FREI

A Luigi Ghirri



Le cose possono esistere quel tanto
che basta e stare così.
Come l’enorme parcheggio per camion
del ristorante-pizzeria, con camere,
chiuso per sempre, sia
la statale la Valsugana
o la Romea, quel binario
unico che s’infila contro
le auto e l’umido in prati, o il delta
del Po. I colori
esistono quel poco
che a loro basta; sostano come
le arance d’inverno e i meloni
tagliati in estate, lungo
le statali, nelle cassette
rivivono un raggio di capelli
di chi vende, di chi passa e vede, di chi
resta. Poi le frecce, le linee gialle
sull’asfalto, le macchie d’olio già
continenti in assetto di guerra,
un pettine sulle strisce pedonali
cancellate quel tanto che basta:
segnaletiche provvisorie che c’erano
e ci sono ancora.