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martedì 15 luglio 2014

"L'importanza di essere piccoli". Poesia e musica nei borghi dell'Appennino bolognese dal 5 al 9 agosto 2014



Per il quarto anno, dal 5 al 9 agosto, torna “l'importanza di essere piccoli” un festival in cui musicisti e poeti si incontrano riabitando i borghi, i cortili, i sentieri e le radure dei boschi.
La bellezza ruvida dei paesaggi che fanno da sfondo agli incontri e ai concerti è la materia viva del festival che da alcuni anni rende possibile, insieme agli artisti e agli abitanti dei paesi, la parabola della poesia, il suo fremito. I versi oracolari tratti dal poemetto di Amelia Rosselli ‘Libellula, panegirico della libertà’, hanno suggerito l’immagine, emblema di grazia e gravità, un lapsus poetico che nel suo librarsi bilancia le ali e si dona allo sguardo.


io amo più forse,
le colline e le fresche brezze e le verdescuro
pinete, che i giganti passi dell'uomo
a. rosselli


IL PROGRAMMA

5 agosto – “Scaialbengo” centro culturale ippico, Castel di Casio ore 21
DINA BASSO, YARI BERNASCONI, ALBERTO CELLOTTO (letture)
ROBERTO ANGELINI (live acustico)

6 agosto – Molino del Pallone, Granaglione ore 21
LUIGI SOCCI (lettura/incontro)
DAVIDE TOFFOLO (concerto/spettacolo Graphic Novel is Dead)

7 agosto – Pieve della Rocca di Rofeno, Vergato ore 21
MARIO BENEDETTI (lettura/incontro)
RICCARDO SINIGALLIA (concerto)

8 agosto – Capugnano, Porretta Terme ore 21
FABIO PUSTERLA (lettura/incontro)
PEPPE VOLTARELLI (live acustico)

9 agosto – Castagno, Pistoia ore 21
LIVIA CHANDRA CANDIANI (lettura incontro)
MARA REDEGHIERI (concerto progetto Dio Valzer)

Tutti gli eventi sono a ingresso libero e in caso di pioggia si svolgeranno ugualmente nei luoghi indicati.

INFO
www.sassiscritti.wordpress.com
sassiscritti@gmail.com
fb: L'importanzaDiEsserePiccoli
mob: 349 5311807 | 349 3690407
Come raggiungere i borghi:
http://sassiscritti.wordpress.com/come-arrivare/

“L'importanza di essere piccoli” è organizzato dall'associazione culturale SassiScritti Circolo Arci di Porretta Terme (Bo) con la direzione artistica di Azzurra D’Agostino e Daria Balducelli

con il sostegno di
Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Castel di Casio, Comune di Granaglione, Comune di Pistoia, Comune di Porretta Terme, Comune di Vergato, Arci Bologna, Pro Helvetia Fondazione svizzera per la cultura.

con il contributo di
Fondazione del Monte, Banca di Credito Cooperativo Alto Reno, Banca di Imola filiale di Porretta Terme, Gelati Sammontana, Helvetia Thermal SPA Hotel

con la collaborazione di
Associazione “Amici dell’ antica pieve”, Associazione parrocchiale “Beata Vergine della neve” Pro loco di Capugnano, Circolo ricreativo Arci di Piteccio , Pro loco di Castagno, “Scaialbengo centro culturale ippico” di Castel di Casio, Pro loco Molino del Pallone, Libreria l’Arcobaleno di Porretta Terme, Centro turistico La Prossima di Castel di Casio, Arci Pistoia e circolo Arci Sperone, Libreria Lo Spazio di via dell'Ospizio di Pistoia, Anonima impressori di Bologna, The Califfo Pub di Porretta Terme, La Baracchina f.lli Tovoli lago di Suviana, Gelateria La Baracchina di Porretta Terme.

venerdì 20 giugno 2014

Tradurre in italiano Arno Schmidt, Paul Celan, Søren Kierkegaard e altri. Intervista a Dario Borso

Librobreve intervista #41


Prosegue la serie di interviste con i traduttori. La fotografia accanto è un ritratto di Arno Schmidt (1914 – 1979), scrittore solo recentemente riproposto dall'editoria italiana. Abbandonato dai più grandi, che avevano pubblicato qualcosa tanti anni fa, come ad esempio l'einaudiano Alessandro o Della verità, oggi troverete le sue opere tra i nomi di editori attenti come Mimesis, Zandonai e Lavieri. Abbiamo provato a capire cos'è successo con Dario Borso, suo principale traghettatore. Borso, figura "a cavallo" (nel senso anche di figura galoppante e fiera) tra filosofia e letteratura, è autore di numerose traduzioni e curatele. Tra i vari nomi si ricordi soltanto Paul Celan, Søren Kierkegaard, Rainer Maria Rilke, Friedrich Hölderlin.


LB: Arno Schmidt. Che cos'è successo? Voglio dire: perché se ne erano tutti dimenticati e, poi, come siete riusciti, piano piano, in un lavoro corale nel quale però lei ha un ruolo fondamentale, a rimetterlo in circolo? Quali le tappe fondamentali di questo riavvicinamento, se così si può chiamare?
R: Penso che c’entri l’amore. Nel senso che senza amore sarebbe impossibile imbarcarsi in imprese simili. E l’amore si attacca, come una malattia. A me l’ha trasmessa Domenico Pinto otto anni fa, dialogando sul lit-blog Nazione Indiana. Chi gliel’abbia attaccata a Pinto, non saprei. So che dopo un contraddittorio tentativo della Einaudi negli anni Sessanta, di Schmidt in Italia non si fece più parola.

LB: A un lettore che non ha mai letto Arno Schmidt quale percorso suggerirebbe? C'è a suo avviso un punto di partenza ideale per un lettore? Se c'è qual è e perché?
R: Come per Joyce, penso che l’itinerario ideale sia dal primo all’ultimo libro. Innanzitutto perché la sua tecnica, ovvero la sua lingua, si è evoluta nel senso della complessità, e secondariamente perché l’opera sua intera è un registro di cos’è accaduto di storicamente fondamentale in Germania e in Europa dalla seconda guerra mondiale in poi. Recentemente John E. Woods, il traduttore americano di Thomas Mann e di Schmidt (lo lesse per la prima volta in seminario a Tubinga, e gettò alle ortiche l’abito talare), in occasione della sua monumentale traduzione di Zettel’s Traum (il romanzo più lungo al mondo) ha affermato un mese fa che nei testi ironici del primo c’è una media di tre sottotesti, in quelli del secondo di sei. Non so come faccia a dirlo, ma se lo dice lui…


LB: Quello che ho apprezzato subito nelle sue curatele, viste assieme nel loro divenire, è la capacità di muoversi bene tra filosofia, narrativa e anche poesia (penso a Poesie sparse pubblicate in vita di Paul Celan uscito qualche anno fa da Nottetempo, con uno scritto famoso di Andrea Zanzotto su Celan). Lo so che è probabilmente difficile parlarne per lei che la vive in prima persona, tuttavia questa caratteristica secondo me non comune, o se non altro non praticata molto a livello di pubblicazioni, cosa significa per lei, in lei?
R: In effetti sono in prestito nella letteratura. Il guaio è che sono in prestito anche altrove. Seriamente, per parecchio ho praticato filosofi che si sporgevano sul poetico (Diderot e Kierkegaard in primis), finché ho cominciato a fare l’inverso, a praticare poeti che si sporgevano sul filosofico (Celan e Schmidt in primis). Le traduzioni cui sono più affezionato, anche perché provviste di commentari apprezzati e utilizzati poi in varie sedi, sono: Kierkegaard, La ripetizione (Rizzoli), Celan, Oscurato (Einaudi), Schmidt, Paesaggio lacustre con Pocahontas (Zandonai).

LB: Mi permetto un salto a Søren Aabye Kierkegaard al quale sta dedicandosi da lungo tempo. Da poco Morcelliana ha pubblicato un breve libro intitolato La nostra epoca. Quali sono state le motivazioni di questa nuova pubblicazione? Perché ce la consiglia?
R: È un testo sorprendente, da un paesotto com’era la Copenaghen di metà Ottocento Kierkegaard intuì sviluppi della società che si stanno compiendo adesso. Provare a leggere per credere.


Chandra Livia Candiani
LB: Chiudo con una domanda che compie un ulteriore salto. Un amico, Marco Scarpa, mi ha mostrato un "foglietto" di poesia dietro la cui realizzazione c'è il suo apporto, se non ricordo male collegato a un premio. L'iniziativa mi è parsa subito notevole. Volevo chiederle se è ancora viva e se comunque può dare qualche cenno sui suoi prossimi lavori. Grazie.
R: È il Premio Baghetta, che nei suoi sette anni di vita ha laureato parecchi poeti promettenti. Dopo un po’ risbucano fuori, come recentemente Chandra Candiani nella bianca Einaudi. Scarpa mi pare promettente. In questi giorni è uscito il Foglietto n. 2 Baghetta, pieghevole di 32 pp. gratuito: una traduzione a quattro mani, mie e di Pinto, del pamphlet di Schmidt Ateo?: Altroché!. Il terzo Foglietto in cantiere (la frequenza è all'incirca semestrale) sarà una raccolta di brevi inni a Shiva dell’XI secolo.
Quanto ai miei lavori: l’aspetto più bello è farli, il più brutto trovarseli fatti e non accettati dall’editoria. Comunque, dopo due anni in panchina, I migranti di Schmidt è approdato a Quodlibet, con commentario in prima mondiale finanziato dalla Arno Schmidt Stiftung. Già in giro per vari corridoi sono gli scritti socio-politici di Elvio Fachinelli a mia cura. Quest’estate rifinirò la curatela del diario di guerra e prigionia di un granatiere della prima guerra mondiale, da me scoperto. Infine può sembrare strano, ma nessuno vuole Celan. Sarà la crisi…