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domenica 17 febbraio 2013

Jorge Luis Borges, conferenze e interviste della vecchiaia



Sarà bene prima o poi che qualcuno che conta tessa un piccolo elogio delle edizioni Mimesis. La casa editrice "di filosofia", come recitava una pagina pubblicitaria apparsa in un importante supplemento culturale, in questi ultimi anni ha registrato una virata significativa e, accanto a tante pubblicazioni di carattere universitario di grande respiro e portata, ha iniziato a ripubblicare testi importanti, spesso dimenticati. Sicuramente la filosofia è in cima alle occupazioni di Luca Taddio, uno dei principali animatori della nuova stagione dell’editore udinese, ma la letteratura e l’arte in genere (musica, cinema, arti figurative) e la speculazione estetica non occupano posizioni secondarie. In questo spazio basti ripescare certe opere riproposte in anastatica, classici inspiegabilmente divenuti introvabili, come Sesso e carattere di Otto Weininger, i due tomi de La distruzione della ragione di György Lukács, mentre in letteratura non si può tacere sui tre tomi de I Sonnambuli di Broch o i libri di Anna Seghers, letture non brevi sulle quali vorrei cimentarmi. Insomma, se prendete in mano il catalogo credo ci siano titoli in grado di soddisfare e solleticare molti di quelli che in queste pagine ritornano, oltre a quelli che ci cadono per la prima volta.

In passato ho già segnalato una collana minuscola, ricca ed economica (€ 3,90 è solitamente il prezzo "giusto" dei volumi) di questo editore. Si chiama “Minima | Volti”, una sorta di riduzione della collana-madre “Volti”, la bella ampia e ariosa collana che è quasi l'insegna dell'editore in libreria, facilmente riconoscibile dal colore nero della copertina e il taglio-occhi del filosofo-autore coperto sempre da una barra nera orizzontale. Per la sorella minore, anch'essa contraddistinta da una semplice ma efficace veste grafica, giocata soltanto sul colore, sui toni su tono e sugli allineamenti, è recentemente uscito un gruppo di tre volumi di Jorge Luis Borges, tutti curati da Tommaso Menegazzi. A proposito della veste grafica, il progetto di questa collana valga da esempio per tanti editori che si sforzano di mettere "per forza" un'immagine in copertina: non è necessario, se il budget non c'è e se l'immagine non è forte e coerente, tanto vale puntare su progetti al 100% tipografici come questo che potete vedere qui sotto, semplici eppure innovativi.

 
Se seguiamo l'ordine cronologico, il primo testo da menzionare è quello contenuto ne Il linguaggio dell'intimità (pp. 64, euro 3,90) trascrizione di una conferenza tenuta nella Spagna del 1976, vale a dire nel paese appena affrancatosi dal lunghissimo regime di Franco. L'occasione politica è soltanto uno spunto tra gli altri, in un volumetto che diventa invece una sorta di "Borges in compendio", un grimaldello delicato per avvicinare le architravi della sua opera.

La cecità e L'incubo (pp. 60, euro 3,90) sono i titoli di due conferenze argentine datate 1977. Se nella prima l'autore è chiamato a registrare il proprio contributo alla lunga storia degli scrittori ciechi illustri, conducendoci piano piano in quell'universo di oscurità al quale tanti di noi riconoscono un indubbio potenziale attrattivo, ne L'incubo l'autore-biblioteca travasa un originalissimo contributo verso questa forma peculiare di sogno, unendo e affabulando sogni celebri della letteratura e sogni personali.

Non c'è nessuno allo specchio (pp.64, euro 3,90) infine è la trascrizione di un'intervista televisiva concessa in occasione del conferimento del Premio Miguel de Cervantes del 1980, massimo riconoscimento letterario della Spagna. Per molti versi è il più stupefacente dei tre volumetti. Torniamo quindi a Madrid. Qui lo scrittore compare in grande autentica umiltà, tra affetti, debolezze e ricordi. La lettura di questa intervista potrebbe persino contrastare con l'idea che qualcuno si è fatto dell'autore de El Aleph e Ficciones, scrittore "mastodontico" e colossale, almeno per chi scrive. Il testo è continuo rimodellare, abbassare, sgrassare le domande dell'intervistatore che potrebbero spingere l'intervistato fuori strada, tra i tic dello scrittore alla moda e  consacrato. Borges invece, ormai in età avanzata,  pochi anni prima della morte (1986), ci offre in quest'intervista apparentemente permeata di uno strano understatement un prezioso cuneo per entrare più a fondo nelle sue opere maggiori, nella cecità, nell'amore, nei sogni. Questo volumetto ha in sostanza il fascino delle scritture d'occasione e minori, laddove spesso rinveniamo passaggi importanti che possono spostare alcune percezioni delle opere fondamentali.

"J. S.S.: La trovo più giovane che mai, con una pelle ancora più lucente delle altre volte.
J.L.B.: Certo, sono appena ottant'anni."

martedì 19 aprile 2011

Minima Volti di Mimesis Edizioni

Storie di collane micro #1


Librobreve non ospita solamente recensioni, ma anche notizie, interviste a protagonisti dell’editoria (in arrivo le prime) e, con questo post, inaugura una serie di piccole monografie su collane che, secondo chi scrive, si distinguono nel panorama dell’editoria formato micro.

Tra queste è meritevole d’attenzione il caso della collana “Minima Volti” di Mimesis Edizioni. In realtà presto si dovrà parlare per esteso e in altre sedi di questo editore che sta trovando un posto di rilievo nell’editoria di filosofia tanto da autodefinirsi, nella propria comunicazione, come “l’editore di filosofia”, quasi a dire “per antonomasia”, aggiungo io. Scelta di posizionamento coraggiosa e lungimirante, finalizzata a presidiare fermamente una vivace porzione del panorama editoriale che comunque si presta a incursioni e scorribande su “generi” contigui (architettura, antropologia, cinema, arti figurative).

I volumi sono innovativi e curati nel progetto grafico e hanno un prezzo di copertina fisso di 3,90 euro fortemente invitante (in commercio si trovano spesso volumi simili dal punto di vista della fattura a 7 euro). Nel 2011, rispettivamente con copertina verde, bianca e rossa a ricordare un anniversario a tutti noto, sono usciti rispettivamente Repubblica di Giuseppe Mazzini, Federalismo di Carlo Cattaneo (mai scelta fu più tempestiva per provare a far chiarezza su questa parola della politica!) e Eguaglianza di Carlo Pisacane.

Il 2010 è stato l’anno in cui la collana ha trovato il proprio assetto. All’interno di questa piccola miniera dell’editoria recente, si sono susseguiti diversi autori, filosofi contemporanei e classici. Troviamo il prolifico Slavoj Zizek con The Matrix e Il segreto sessuale della chiesa, un volumetto con una tesi originale sulla pedofilia in ambiente ecclesiastico, Anal und Sexual di Lou Andreas-Salomé, Padre Agostino Gemelli con il libro forse più provocatorio, quel Contro Padre Pio nel quale il medico cerca di smascherare il grande bluff che intravede nelle ferite del frate da Pietrelcina e che possiamo considerare a tutti gli effetti un documento importante per ricostruirne la fama controversa. C’è un discreto gruppo di filosofi francesi che conta Gilles Deleuze, sempre molto seguito dall’editoria italiana, con Immanenza e l’affascinante Cinema, Jean Baudrillard, che ritorna sui suoi cavalli di battaglia con Cyberfilosofia così come fa il Micheal Foucault di Eterotopia. Non mancano classici della tradizione filosofica come Il dio nascosto di Niccolò Cusano (che bello!) e Sulle reliquie, lo scritto del 1543 di Giovanni Calvino in grado di smascherare, oggi come allora, la pericolosa contiguità tra superstizione e religione. C’è pure spazio per un paio di filosofi italiani, Antonio Caronia e Mario Perniola che, rispettivamente con Virtuale e Più che sacro, più che profano, tornano su temi già trattati altrove e danno uniformità e continuità al progetto tematico della collana, dove trovano spazio senza cozzare tematiche cyborg e religiose.

Rimane la curiosità di ipotizzare il futuro di questa serie di libretti, avviata con una scelta di titoli e autori calibrata e graffiante. L’attesa è che vengano preservati i forti stimoli che, racchiusi nel piccolo mondo di un volume di 48 pagine, questi titoli sanno offrire.