Non è nello spazio della memorabilità insomma che questo esordio gioca una sua scommessa (esordio in prosa, visto che l'autrice ha scritto il libro di poesia Anello di prova). Racconti come Neve o il conclusivo Places Where Spring Happens, tra i più lunghi della raccolta, si impongono a un'attenzione per il modo di fregare blandamente il lettore con lievi inavvertiti scostamenti di montaggio, con la disseminazione di ellissi minime eppure sensibili nella costruzione del passo del racconto. Questo per stare sul lato della tecnica narrativa, mentre sul versante dei temi o dei contenuti che dir si voglia, non saranno tanto le scene più crude (di sesso o violenza, reale o verbale) a sorprendere maggiormente, bensì l'attenzione davvero millimetrica alle relazioni, agli impliciti, a quanto vi è di marcio o vivo e vitale in queste, alla trasposizione di quelle "intercettazioni ambientali" che il raccontare impagina e che sono uno degli aspetti più riusciti. Oserei dire che a dispetto della crudezza di certi racconti, che non sorprende nemmeno pensando alla giovane età dell'autrice (del resto in quale mondo pensiamo vivano o siano cresciuti "i giovani"?), colpisce più un misterioso richiamo criptato alla tenerezza annegato in una propagante apatia. Verrebbe da dire che questa è la cifra o quantomeno una cifra e la miscela che ne esce non è né consolante ne sconsolante: è la miscela che è, e per ora può bastare dire questo.
Al fondo, presente nelle nostre teste e tra i moventi di questi racconti, credo continui a campeggiare un gigantesco interrogativo su quelle che un tempo si chiamavano le epoche di una vita, con i loro confini più o meno permeabili, più o meno elastici. Sempre al fondo, inoltre, resta lo spettro di un nuovo tempo dove queste epoche iniziano ad avere meno senso - o semplicemente un senso diverso - e dove infanzia, adolescenza e la così detta età adulta convogliano le loro linfe e, parimenti, i loro liquami di scolo e veleni verso un unico mostro-corpo, che, iniziando a invecchiare, rischia di perdere l'appuntamento con gli interrogativi perenni del vivere, quelli che hanno occupato a lungo Leopardi, per capirci: il piacere, la noia, la felicità e persino la ricordanza. A questo può capitare di pensare se leggerete questi 18 racconti (e naturalmente vi interrogherete pure sul senso di quel titolo, che mi pare centrato).
(Per chi vuole, il già citato racconto conclusivo Places Where Spring Happens si può leggere qui.)
